Piano Urbano della Mobilitā
Simulazione del percorso Treno-Tram a Foggia



IL DOCUMENTO / La proposta operativa per la redazione del Piano Urbano Mobilità "Capitanata 2020"


Forum Piano Urbano della Mobilità e del Piano strategico.
Foggia 30 settembre 2008, Palazzo di Città - sala Consiliare.
Prima parte



Seconda parte


Quella che segue è una sintetica descrizione di cosa è il Piano Urbano della Mobilità.

 
Il Piano Urbano della Mobilità comprende un insieme organico di interventi materiali e immateriali diretti al perseguimento di specifici obiettivi, come:
- soddisfare i fabbisogni di mobilità della popolazione;
- abbattere i livelli di inquinamento atmosferico ed acustico;
- ridurre i consumi energetici;
- aumentare i livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale;
- minimizzare l’uso individuale dell’automobile privata e moderare il traffico;
- incrementare la capacità di trasporto;
- aumentare la percentuale di cittadini trasportati dai sistemi collettivi (anche con soluzioni di car pooling, car sharing, taxi collettivi, ecc.);
- ridurre i fenomeni di congestione;
- favorire l’uso dei mezzi alternativi di trasporto con impatto ambientale ridotto.
 
Gli interventi previsti dai PUM riguardano:
- le infrastrutture di trasporto pubblico relative a qualunque modalità;
- le infrastrutture stradali;
- i parcheggi, con particolare riguardo a quelli di interscambio;
- le tecnologie;
- le iniziative dirette a incrementare e/o migliorare il parco veicoli;
- il governo della domanda di trasporto e della mobilità, anche attraverso la struttura del mobility manager;
- i sistemi di controllo e regolazione del traffico;
- i sistemi di informazione all’utenza;
- la logistica e le tecnologie destinate alla riorganizzazione della distribuzione delle merci.
 
I PUM devono integrarsi con gli altri piani di settore, quali i piani di zonizzazione acustica, i piani dei tempi e degli orari, i piani dei servizi sociali, i piani attuativi in genere finalizzati alle attività produttive, alle attività ricreative e alle attività residenziali).
 
I PUM interessano bacini di mobilità relativi ad aree urbane e a quelle territoriali contigue e devono svilupparsi in un orizzonte temporale di medio/lungo periodo.
 
 
I RIFERIMENTI NORMATIVI
 
Legge 24 novembre 2000, n. 340
“Disposizioni per la delegificazione di norme e per la semplificazione di procedimenti amministrativi – Legge di semplificazione 1999”
 
Art. 22. (Piani urbani di mobilità)
 
1. Al fine di soddisfare i fabbisogni di mobilità della popolazione, assicurare l’abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico ed acustico, la riduzione dei consumi energetici, l’aumento dei livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale, la minimizzazione dell’uso individuale dell’automobile privata e la moderazione del traffico, l’incremento della capacità di trasporto, l’aumento della percentuale di cittadini trasportati dai sistemi collettivi anche con soluzioni di car pooling e car sharing e la riduzione dei fenomeni di congestione nelle aree urbane, sono istituiti appositi piani urbani di mobilità (PUM) intesi come progetti del sistema della mobilità comprendenti l’insieme organico degli interventi sulle infrastrutture di trasporto pubblico e stradali, sui parcheggi di interscambio, sulle tecnologie, sul parco veicoli, sul governo della domanda di trasporto attraverso la struttura dei mobility manager, i sistemi di controllo e regolazione del traffico, l’informazione all’utenza, la logistica e le tecnologie destinate alla riorganizzazione della distribuzione delle merci nelle città. Le autorizzazioni legislative di spesa, da individuare con il Regolamento di cui al comma 4, recanti limiti di impegno decorrenti dall’anno 2002, concernenti fondi finalizzati, da leggi settoriali in vigore, alla costruzione e sviluppo di singole modalità di trasporto e mobilità, a decorrere dall’anno finanziario medesimo sono iscritte in apposito fondo dello stato di previsione del Ministero dei trasporti e della navigazione.
 
2. Sono abilitati a presentare richiesta di Cofinanziamento allo Stato in Misura non superiore al 60 per cento dei costi complessivi di investimento, per l’attuazione degli interventi previsti dal PUM, i singoli comuni o aggregazioni di comuni limitrofi con popolazione superiore a 100.000 abitanti, le province aggreganti i comuni limitrofi con popolazione complessiva superiore a 100.000 abitanti, d’intesa con i comuni interessati, e le regioni, nel caso delle aree metropolitane di tipo policentrico e diffuso, d’intesa con i comuni interessati.
 
3. Una percentuale non superiore al 5 per cento dell’importo complessivo derivante dall’attuazione del comma 1 è destinata a comuni singoli che per ragioni tecniche, geografiche o socio-economiche, non possono far parte delle aggregazioni di cui al comma 2. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica stabilisce annualmente la ripartizione percentuale del restante 95 per cento tra le città metropolitane di cui all’articolo 22 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ed i restanti comuni di cui al comma 2.
 
4. Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con i Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, dei lavori pubblici e dell’ambiente, d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sentito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, sono definiti l’elenco delle autorizzazioni legislative di spesa di cui al comma 1, il procedimento di formazione e di approvazione dei PUM, i requisiti minimi dei relativi contenuti, i criteri di priorità nell’assegnazione delle somme, nonchè le modalità di erogazione del finanziamento statale, di controllo dei risultati e delle relative procedure.
 
5. Le risorse finanziarie sono erogate ai soggetti promotori dei progetti presentati, fino a concorrenza delle somme disponibili sulla base dei criteri di Valutazione di cui al comma 4.
DELIBERA CIPE n. 20/2004