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Il 2010 è una boa della grande “regata” che impegna l’imbarcazione Puglia nel ciclo 2007-2013. Il 2010 è l’anno in cui sarà realtà la Zona di Libero Scambio euro-mediterranea.
Cos’è una Zona di Libero Scambio?
È un’area geografica trans-nazionale in cui vengono abbattute tra i
paesi aderenti all’area tutte le barriere commerciali che impediscono o
limitano la libera circolazione delle merci.
Nel mondo esistono diverse zone di libero scambio, come il Mercosur
nell'America del Sud e il Nafta nell'America del Nord. Ma c’è anche
l’EFTA (European Free Trade Association) in Europa, fondata nel 1960 e
che oggi vede come Stati membri Islanda, Liechtenstein, Norvegia e
Svizzera.
L’Unione Europea è anche, ovviamente, una zona di libero scambio ma,
dal punto di vista della circolazione delle merci, ha realizzato
un’unione doganale per cui la politica commerciale dei paesi aderenti
verso i non aderenti è comune. Nella ZLS, invece, ogni paese conserva
una piena autonomia nella politica commerciale nei confronti dei paesi
non aderenti all'area.
L’UE comunque persegue un obiettivo di integrazione economica e
politica, con decisioni prese in comune in molti settori politici, non
solo in quello commerciale.
La ZLS Euro-Mediterranea
La creazione di una Zona di Libero Scambio (ZLS) nel bacino del
Mediterraneo è stata stabilita nel corso della Conferenza ministeriale
euromediterranea di Barcellona del novembre 1995 durante la quale
quindici ministri degli esteri degli Stati membri dell’UE e dodici
ministri dei Paesi Terzi Mediterranei (PTM) hanno adottato
all’unanimità una dichiarazione e un programma di lavoro orientato a
realizzare uno spazio comune di pace e di stabilità ed a creare, sul
piano economico e finanziario, una zona di prosperità condivisa. La
dichiarazione di Barcellona prevede quindi la realizzazione
progressiva, entro il 2010, di una Zona di Libero Scambio, mediante
accordi di natura commerciale, tariffaria e doganale tra UE e PTM,
nonché tra gli stessi PTM, per rimuovere gli ostacoli alla libera
circolazione delle merci, adottare misure volte a liberalizzare lo
scambio di servizi e consentire il libero stabilimento di imprese
straniere, agevolare il trasferimento di tecnologia ed accrescere
l’efficienza della produzione.
APPROFONDIMENTO
Dall’introduzione della ZLS si attende un aumento del volume degli
scambi e degli spostamenti. In particolare, uno studio condotto dall’Institut de la Méditeranée sostiene che la ZLS determinerà una crescita del traffico marittimo di oltre il 16% rispetto all’andamento tendenziale.
Questa previsione e le osservazioni che già ora evidenziano uno
sviluppo, nel Mediterraneo, dei volumi di traffico marittimo
commerciale, proveniente dall’Estremo Oriente attraverso il Canale di
Suez, comportano per regioni italiane come la Puglia un’efficiente
progettazione dei sistemi logistici e di trasporto, nella prospettiva
l’integrazione economica e sociale sarà tanto più efficace quanto più i
diversi sistemi politico-economici sapranno fronteggiare la nuova
domanda di trasporto determinata dalla libera circolazione delle merci.
Già oggi l’Unione Europea rappresenta il principale partner
marittimo per un gran numero di PTM, e in particolare di quelli del
Maghreb.
L’Italia, in particolare, si colloca al terzo posto dopo Germania e
Francia negli scambi commerciali tra Mediterraneo e Paesi dell’Unione
Europea. Con la Turchia il mercato delle importazioni e delle
esportazioni sviluppa un valore di circa 10 miliardi di euro, con la
Libia di 7,9 miliardi di euro, con l’Algeria di 6,1 miliardi di euro,
con la Tunisia di 4,1 miliardi di euro, con l’Egitto di 2,6 miliardi di
euro.
I Paesi Terzi del Mediterraneo rappresentano un mercato di circa 250
milioni di consumatori, un mercato in rapidissima crescita e
geograficamente vicino, soprattutto alle regioni del Mezzogiorno
d’Italia come la Puglia. Ai temi sociali e culturali riguardati da
questa tendenza, si affiancano i problemi dell’integrazione logistica e
trasportistica, a livello di infrastrutture e di servizi.
Perciò il Piano strategico di area vasta “Capitanata 2020” ha posto
come centrale il tema delle reti e della mobilità ai fini interni
all’area vasta e ai fini della direttrice Adriatico-Tirreno e
Sud/Est-Nord/Est.
È lo stesso tema che, nel secolo scorso, si sono poste le regioni del
Nord Italia nei confronti dell’Europa centrale ed orientale.
La Puglia ha deciso di rafforzare le sue politiche in tale
prospettiva istituendo nel 2005 un Assessorato al Mediterraneo, che sta
sviluppando una serie di azioni sul ciclo di programmazione 2007-2013.
APPROFONDIMENTO